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Tipo::percorso ideale per trekking a piedi, in bicicletta e a cavallo
Difficoltà::facile
Tappe:: Fregona, Vittorio Veneto, Revine Lago, Cison di Valmarino, Follina, Miane, Valdobbiadene e Segusino o
Unevenness:: m. 414 (loc. Piadera-Fregona q 480, loc. Settolo Alto-Valdobbiadene q 166)
Länge:: km 60 circa - 3 giorni
Periode:: tutto l'anno
:: il percorso inizia a Fregona, alle Grotte del Caglieron; vi si accede a piedi tramite il sentiero detto "Pont de fer", che inizia dalla chiesa di Fregona e scende al torrente Carron passando per il cimitero. Il secondo sito, in loc. Savassa Bassa di Vittorio V.to, è rappresentato dalle sorgenti del Meschio, che raccolgono le acque del M. Visentin in una sorgente carsica. Procedendo verso ovest si giunge ai laghi di Revine; superate le borgate di Soller e Mura s'arriva a Cison di Valamrino, dove si trovano il torrente Ruio ed ex mulini in loc. Campo Molino, a 100 m dalla Piazza. La "via dell'Acqua" si ferma a Follina, dove dall'Abbazia ci si inoltra verso S. Scolastica che conduce all'omonima sorgente, e prosegue per Miane fino a Valdobbiadene. Qui vi è la sorgente Cordana, che consentiva ai Conti Collalto di produrre la seta. L'ultima tappa è a Segusino, dove sopra la borgata Stramare nasce il torrente Riù, che divide Riva Grassa e Secca. Il sentiero "troj mulin" conduceva alle due rive, dove una volta c'erano vari mulini ad acqua
:: l'itinerario collega le sorgenti ed i vari "luoghi d'acqua" più suggestivi che nel passato hanno rivestito grande importanza nella vita e nell'economia dell'area pedemontana delle Prealpi Trevigiane.
I laghi di Revine sono uniti da un canale artificiale che taglia un'area torbosa, dove sono stati ritrovati frammenti di vasi ad impasto grossolano, selci, ossa di animali e pali carbonizzati; questo fa supporre la presenza di un villaggio palafitticolo dell'età finale del bronzo. Nella borgata di Campo Molino sorgevano impianti che sfruttavano l'energia dell'acqua, dando vita ad attività artigianali di cui si è accertata l'esistenza consultando documenti dell'Archivio di Stato di Venezia.
L'ex lanificio Andretta a Follina sfruttava la forza motrice dell'acqua per la produzione industriale che permane nei lanifici Busatti-Bonsenbiante e Paoletti; lungo il percorso si vedono i lavatoi, il maglio Bottarel ed il mulino Fiorin.
:: le Grotte naturali del Caglieron sono state incise dal torrente omonimo su strati di conglomerato calcareo, di arenaria e marne del Miocene medio; quelle artificiali sono dovute al lavoro di estrazione che fin dal 1500 ha fornito piera dolza per la realizzazione di stipiti e architravi. Anni fa vennero alla luce vicino al Lago di S. Maria un centinaio di tronchi fossili, appartenenti alla specie larix decidua (larice europeo); la datazione al radiocarbonio ha rilevato un'età di circa 15.000 anni. A quei tempi esisteva un unico grande lago, che da Serravalle raggiungeva la morena di Gai e dal quale derivarono 3 bacini lacustri, ora ridotti a due.
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